| Designed by: |
|
di Franco Santoro Parte prima Il tema delle relazioni sacre è un’inevitabile fonte d’interesse, specialmente in questi tempi di transizione, in cui molti esseri umani sul sentiero stanno esplorando la loro natura multidimensionale muovendosi oltre l’identificazione con le dinamiche di coppia convenzionali. Forse la realizzazione ora più rilevante è l’emergere d’antiche verità e l’accesso a conoscenze, che in vero sempre sono state disponibili nella storia dell’umanità. A tale riguardo suggerisco di abbandonare la prospettiva evolutiva della vita umana, per riconoscere che le innovazioni appaiono tali come conseguenza del senso di separazione e di una radicale perdita di memoria riguardo il passato. E’ soltanto attraverso il pieno recupero di tale memoria che posso lasciar andare l’attaccamento alla separazione, riunendo passato, presente e futuro in un flusso continuo di guarigione. La nozione che il genere umano originario aveva una natura multidimensionale, incorporando il maschile, il femminile e una misteriosa terza polarità ( La Terza Parte), si trova nella maggior parte delle tradizioni e mitologie antiche. Tale natura era sovente descritta con il termine androgino (dal greco andros, “uomo” e gynos “donna”) ed ermafrodita (dal dio greco Hermafroditus, che incarnava le caratteristiche sessuali di entrambi i genitori, Afrodite ed Hermes, nonché la capacità di tenerli insieme, ossia la Terza Parte). Il genere umano originario era un tempo rappresentato con caratteristiche molto potenti. Per esempio, nel Symposium, un controverso dialogo di Platone sulla natura dell’amore, l’autore narra un antico mito sui primi esseri umani attraverso il discorso di un personaggio (Aristofane). E’ uno dei miei favoriti e includo qui di seguito alcuni brani: La natura umana originaria non era come quella di oggi, ma differente. Originariamente i sessi non erano due come adesso, ma in numero di tre; c’era l’uomo, la donna, e l’unione dei due, del quale sopravvive soltanto il nome. Una volta c’era una specie distinta, con forma umana ed un proprio nome, costituita dall’unione del maschile e del femminile: ma ora è rimasta soltanto la parola ‘androgino’, ed è un termine disdicevole. In secondo luogo, l’uomo primordiale era rotondo; il dorso e i fianchi formavano un cerchio; aveva quattro mani e lo stesso numero di piedi, una testa con due facce che guardavano in direzioni opposte, poste su un collo rotondo e perfettamente uguali; anche quattro orecchie, due membri, e il resto in conformità. Poteva camminare in posizione eretta come fanno gli uomini adesso, all’indietro e in avanti a suo piacimento, e poteva anche ruotare più e più volte molto velocemente, girando sulle quattro mani e sui quattro piedi, otto in tutto, come gli acrobati che si muovono ripetutamente con le gambe per aria; questo quando voleva correre velocemente. I sessi dunque erano tre, così come li ho descritti; perché il sole, la luna e la terra sono tre; e l’uomo era originariamente il figlio del sole, la donna della terra, e l’uomo-donna della luna, che è fatta di sole e terra, ed erano rotondi e si muovevano ruotando perché somigliavano ai loro genitori. Questi umani avevano qualità e intelligenza così straordinarie che gli dei divennero invidiosi e spaventati. Decisero così di tagliare il corpo sferico umano in due metà e liberarsi della Terza Parte (“l’unione dei due” o “uomo-donna”). Da allora, le due parti separate hanno sempre cercato di riunirsi. “E la ragione è che la natura umana era originariamente una e noi siamo un intero, e il desiderio e ricerca dell’unità è chiamato amore”. Con il termine relazione sacra identifico l’integrazione dei tre sessi originali, la polarità maschile e femminile attraverso la Terza Parte (maschio-femmina, “l’unione dei due”, o Vuoto) in allineamento con la Rete della Vita e con il completo riconoscimento esperienziale di un altro come una parte di ciò che io sono, che incorporo nell’interezza di ciò che noi tutti siamo. Le relazioni sacre implicano una radicale trasmutazione ed espansione del nostro sé limitato, un totale rilascio della personalità separata, una morte iniziatica e una rinascita in una nuova identità collettiva. Esse richiedono di smembrare gli strati che abbiamo eretto attorno al cuore e alla coscienza, per preservare lo scenario desolato di una realtà provvisoria separata, diventando l’utero attraverso cui la vera percezione dell’interezza della realtà può rinascere in questo mondo. Le relazioni sacre non sono basate sulla quantità di tempo passato con il partner o sul livello d’intimità fisica o emozionale. Sono basate su un profondo impegno e disponibilità nel percepire l’invisibile collegamento d’amore ( la Terza Parte) con un altro, la determinazione a sostenerlo oltre le limitazioni illusorie del tempo e dello spazio, derivanti dal costante riconoscimento esperienziale che l’altro è una parte del proprio sé multidimensionale. Le relazioni sacre orchestrano la fioritura dei più profondi misteri della vita. Ogni relazione, non importa quanto superficiale, possessiva, ordinaria, distruttiva o dipendente sembra essere, contiene il germoglio di una relazione sacra. Ogni volta che si crea una relazione, si sviluppa uno stupefacente processo, che implica il potenziale emergere e manifestarsi di un nuovo universo. Inizialmente il rapporto interessa gli strati esteriori, poi, quando il partner diventa più intimo, cominciano a essere interessati strati più interiori, finché entrambi possono divenire consapevoli della Terza Parte (“l’unione tra i due”) e iniziare a impegnarsi attivamente con essa, aprendo la strada al maschile, al femminile e all’unione infine della terza polarità. Quando le tre polarità si uniscono, è chiamata relazione sacra. Essa genera un cambiamento quantico, un’apertura radicale attraverso la quale il mistero viene svelato e la natura originaria dell’esistenza dischiude la sua essenza autentica, che è l’amore incondizionato, la Santa Trinità, l’esemplificazione creativa dell’unità con la Rete della Vita. Tutti gli altri tipi di relazione interessano soltanto gli strati esteriori e negano o temono il centro. Sono rapporti basati sulla percezione e la preservazione della separazione e della dualità, il paradigma essenziale dell’attuale Configurazione Umana Arbitraria (CUA).[i] Essi comportano la percezione inconscia degli altri come pezzi mancanti e non conciliabili della nostra anima frammentata e proiezioni separate della natura multidimensionale. Vi sono due tipi di relazione: relazioni di paura e relazioni sacre [nella versione originale in inglese sono usati i termini anagrammatici scared relationships (relazioni spaventate) e sacred relationships (relazioni sacre)]. Le relazioni fondate sulla paura non permettono a nessuna delle persone coinvolte di incontrarsi veramente, perché la causa più grande della paura è la Terza Parte, il vero agente d’unione e incontro. Soltanto la Terza Parte può portare consapevolezza alla nostra vera natura, abbandonando il sogno della separazione e svelando l’autentica energia dell’amore. Questo perché la Terza Parte è l’unica Via di Accesso alla nostra Identità Multidimensionale Centrale. E’ questa consapevolezza che la nostra identità basata sulla separazione rifiuta, per preservare una realtà frammentata, che è fondamentalmente la causa d’ogni pena e sofferenza. Poiché le relazioni basate sulla paura sono supportate dalla paura di svelare chi realmente siamo, ciò significa che chiunque è coinvolto in queste relazioni agisce secondo una falsa percezione frammentata di chi è, e non come il suo vero sé. La sopravvivenza di questa falsa identità è basata sulla negazione dell’Identità Multidimensionale Centrale, poiché quando quest’ultima si svela le false identità sono annientate. Dato che la distruzione di quest’identità si verificherà prima o poi, e inevitabilmente con la morte fisica, tutte le relazioni non sacre sono ovviamente basate sulla paura. Le relazioni sacre non sono rapporti con un partner. Sono relazioni-triadi tutto incluso, che abbracciano tutto quel che esiste nel regno della polarità maschile e femminile, compresa la Terza Parte, l’agente di collegamento tra le due polarità, l’Accesso all’Identità Multidimensionale Centrale. L’apertura a relazionarsi con il Centro genera la frequenza per connettersi con altri sé centrali, che sono in definitiva l’espressione dello stesso Centro. Poiché nella Configurazione Umana Arbitraria (CUA) l’Identità Multidimensionale Centrale è zona proibita, le relazioni basate sulla paura si sforzano di fornire un surrogato di quel Centro attraverso la connessione con un’altra persona. Il centro dell’attenzione è l’altra persona e tutta la vita diventa una corsa per far ricoprire a qualcuno il ruolo del Centro, una disperata ricerca dell’altra metà o anima gemella. Quando la maggior parte delle persone parla di amore allude di solito a questo tipo di relazione. Nei linguaggi umani il termine amore ha un abbondante e contraddittorio numero di significati. In greco antico erano impiegate generalmente quattro parole differenti per “amore”: eros (desiderio sessuale), philia (amore e affetto tra amici), storge (riferito all’amore tra genitori e figli) e agape (amore incondizionato o l’amore di Dio). Mentre i primi tre tipi di amore sono basati su qualche forma di reciprocità o condizione, e appartengono alla categoria delle relazioni basate sulla paura, agape è imparziale, incondizionato e privo di qualsiasi obbligo. Agape è anche il termine usato nel Nuovo Testamento, nel comandamento “ama il tuo prossimo”. Nel regno delle relazioni basate sulla paura l’amore è principalmente inteso come eros, specialmente nell’espressione “innamorarsi”, che descrive l’esperienza più estatica per la maggior parte degli esseri umani. Eros era figlio di Pòros (abbondanza) e Penìa (povertà), secondo Platone, da un lato aspirante alle vette della verità assoluta, dall’altro costretto a vagare negli abissi tenebrosi dell’ignoranza. Altri miti, identificano Afrodite e Ares, come genitori di Eros. Astrosciamanicamente l’eros è governato da Marte (Ares) e Ariete, la forza motrice originale della realtà separata, il potere propellente del desiderio, il bona fide horny bit, la spinta incessante ad agire, muoversi, cercare e unirsi con i regni multidimensionali. Quando c’innamoriamo, una parte significativa della nostra Identità Multidimensionale Centrale è attivata attraverso la proiezione su un partner fisico, con l’intento di farne una parte di noi. Astrosciamanicamente è il corpo quadridimensionale, il campo emozionale e l’elemento acqua ad essere attivato e proiettato sulla forma fisica di un'altra persona. Il risultato è che quando siamo vicini a questa persona, fisicamente o emotivamente, raggiungiamo l’apice della beatitudine e ci sentiamo completi. Sfortunatamente siamo portati a credere che l’altra persona fisica è colui o colei che ci completa e che questo completamento ha luogo solo quando continuiamo a sperimentare la beatitudine dell’eros o innamoramento con lui o lei. In realtà eros, proprio come l’Ariete è il primo segno dello zodiaco, e semplicemente il punto di partenza di un lungo processo di completamento, l’accesso alla consapevolezza della Terza Parte. Questa fase iniziale è esemplificata dal primo stadio del Rituale di Base del Sacro Cono che attiva la sfera dell’intento originario e del desiderio. Lo stadio successivo comporta una disintegrazione della funzione dell’eros e può apparire come un processo di “disinnamoramento”. Questo accade quando parti ombra della nostra natura multidimensionale sono proiettate sull’altro, mentre le parti erotiche precedenti svaniscono. Allora ci avvediamo che la precedente proiezione amorosa non è l’altro, e questo può causare disappunto, frustrazione, collera, sgomento e forse la conclusione della relazione stessa. Questa è in realtà la fase più potente della relazione, che può permetterci di fare passi da gigante nel processo di recupero e creare le basi per la sua trasformazione da relazione basata sulla paura a relazione sacra. Se scegliamo di accettare l’altro per come ci appare, identifichiamo le parti del nostro sé multidimensionale che si sforzano di essere riconosciute e integrate. Riconoscere, onorare e amare qualunque cosa vedo nell’altro, implica riconoscere, onorare e amare me stesss. L’interazione esteriore con l’altro riflette le dinamiche interiori multidimensionali della nostra anima. Quando accettiamo di impegnarci e di innamorarci di tutti gli aspetti di un altro, inclusi i lati ombra, allora la Terza Parte emerge e la via alle sacre relazioni fermamente si svela. Questa fase è esemplificata dal secondo stadio del Rituale di Base del Sacro Cono, che è la sfera del rilascio, della concimazione e della trasmutazione sacra, mentre il terzo stadio del rituale incarna l’attivazione misteriosa della Terza Parte, il riempimento del Vuoto, l’Accesso alla nostra Identità Multidimensionale Centrale. L’astrologia descrive sia le relazioni del nostro sé frammentato basate sulla paura che le relazioni sacre della nostra natura multidimensionale. L’astrologia fornisce una mappa completa della Rete della Vita ed un tracciato del sé indiviso, dove tutti i sessi coesistono e l’interno si unisce all’esterno, indisturbato dall’allucinazione della separazione. Quando l’astrologia è impiegata sciamanicamente gioca un ruolo decisivo nell’identificazione e il recupero delle parti frammentate, agevolando con successo la loro integrazione nell’unità alla quale appartengono. Astrologicamente, la posizione di Venere e del Discendente nella carta di un uomo tende a mostrare gli aspetti dell’archetipo femminile che possono attivare il suo eros o essere proiettati su un partner esterno. Questi aspetti si possono manifestare mediante una gran varietà di espressioni che spaziano dai più elevati ai più bassi aspetti del femminile. Secondo Jung questa è l’anima, la somma di tutte le qualità femminili inconsce che un uomo possiede. Per un uomo la posizione di Marte rappresenta gli archetipi con cui s’identifica o a cui aspira, così da far scattare il principio dell’eros in un altro e attrarre parti frammentate della sua anima. In una donna la posizione di Venere generalmente rappresenta il particolare archetipo femminile con il quale s’identifica o a cui aspira per attivare il principio dell’eros in un altro e attrarre parti maschili mancanti della sua anima. Per una donna è la posizione di Marte, insieme a quella del Discendente, che mostra gli aspetti dell’archetipo maschile che può attivare il suo eros o essere proiettato su partner esterni. Quest’aspetto di nuovo si manifesta mediante varie forme che spaziano dagli aspetti maschili più elevati a quelli più bassi. Per Jung è l’animus, la somma di tutte le qualità maschili inconsce che una donna possiede. Sebbene il Discendente, Marte e Venere astrologicamente incarnino l’anima o l’animus, vi sono anche altri elementi significativi che identificano le polarità maschili o femminili, sia nelle relazioni basate sulla paura che nelle relazioni sacre. Come abbiamo visto nella citazione dal Symposium di Platone, c’erano originariamente tre sessi “perché il sole, la luna e la terra sono tre; e l’uomo era originariamente il figlio del sole, la donna della terra, e l’uomo-donna della luna, [ la Terza Parte] fatta di sole e terra”. In quest’ottica il Sole costituisce la polarità maschile, l’Ascendente che sta per la Terra, rappresenta la polarità femminile, e la Luna, la Terza Parte. Da una prospettiva più strategica ed esperienziale ognuno di questi tre riferimenti astrologici può rappresentare uno qualunque dei tre sessi. Il Sistema Trinitario Astrosciamanico, includendo la posizione di Sole, Luna e Ascendente, fornisce una chiave per comprendere le dinamiche multidimensionali delle relazioni, come pure un codice strategico per trasmutare le relazioni basate sulla paura in relazioni sacre. Il lavoro astrosciamanico nel regno delle relazioni implica il recupero di tutti gli aspetti proiettati su partner esterni e lo sviluppo di uno stato in cui sono pienamente integrati e riconosciuti attraverso la partecipazione consapevole della Terza Parte, non importa con chi siamo coinvolti in una relazione esterna o se non abbiamo affatto una relazione.
Note biobibliografiche FRANCO SANTORO: Iniziatore dell’astrosciamanesimo, consulente sciamanico, astrologo esperienziale, direttore del Sacred Cone Circle e membro della Facoltà della Findhorn Foundation. Il suo cammino di ricerca lo ha portato a confrontarsi con alcune tra le principali tradizioni religiose ed esoteriche del pianeta, e a operare attivamente presso varie comunità e ordini spirituali. Il suo lavoro si fonda sulla connessione con realtà multidimensionali per scopi di guarigione e trasformazione, il recupero delle tradizioni sciamaniche e misteriche occidentali e mediterranee, il rapporto con gli spiriti guida. E’ autore di numerosi articoli, ricerche e opere sull’argomento, tra cui Iniziazione all’Astrosciamanesimo: la via astrologica alla Guida Interiore, Ed. Mediterranee; Astroshamanism: A Journey Into the Inner Universe, Findhorn Press e Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press. Dal 1996 guida l’Operative Training in Astroshamanism, un sistema triennale di insegnamento inteso a formare operatori sciamanici e frequentato da studenti di ogni continente. Vive nel nord della Scozia, presso il Cluny Hill College, dove guida diversi programmi educativi della Findhorn Foundation. Offre seminari, corsi e consulenze in varie parti del mondo.
Per contattare Franco Santoro: www.astroshamanism.org, www.facebook.com/Astroshamanism Franco Santoro, Findhorn Foundation, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scozia, Regno Unito, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
---------------------------------------------------------------------------------------------------
di Franco Santoro Eccoci ancora una volta sulla soglia del Solstizio d’Inverno. Ancora una volta il Sole nell’emisfero settentrionale raggiunge il punto più basso, mentre il cielo mostra il suo culmine d’oscurità. Simultaneamente, nell’emisfero meridionale, si verifica il processo opposto, con il sole che raggiunge il punto più alto e il firmamento il suo picco di luce. Il Solstizio è una gloriosa celebrazione del mistero delle polarità, la relazione continua tra la luce e il buio, il caldo e il freddo, che dona la consapevolezza che tutti gli aspetti della vita fanno parte di una stessa unità. Per questo tutte le culture umane hanno sempre trovato un modo per celebrare questo momento. Il Solstizio d’Inverno e la settimana seguente sono il periodo ideale per riconoscere i cicli della Terra, per rallentare e acquisire consapevolezza di cosa sta accadendo nella nostra vita, da dove veniamo, dove stiamo andando, dove siamo e che cosa veramente conta in questo viaggio. Quest’anno abbiamo tutti letto o sentito parlare ampiamente di crisi finanziarie, recessione globale, problemi ambientali e altri seri rancori planetari. Sembra probabile che il nostro pianeta incontrerà massicci sconvolgimenti nei prossimi anni. Tuttavia, secondo me, l’unico modo di affrontare il problema, reale o meno che sia, si fonda sul capire chi siamo veramente. Sole questo ci può guidare a scoprire che cosa stiamo facendo qui e qual è il vero problema. È inutile occuparsi di un problema se non so chi si sta occupando del problema. Se non conosco chi intende risolvere il problema, il vero problema è che non sappiamo chi siamo, ed è da qui che bisogna cominciare, prima di fare qualunque altra cosa. Le lunghe notti del Solstizio d’Inverno sono momenti molto rasserenanti e di guarigione. Si stendono come coperte gentili, dispensando il dono di stare insieme con chi amiamo, e anche di rimanere soli, in compagnia delle nostre parti interiori. Unendoci per celebrare, in solitudine, con altri, o entrambi, rimanendo vicini e sognando. Sognando ciò che è buono, ciò che desideriamo per noi stessi, per i nostri fratelli e sorelle, e per il mondo. Ma questo è anche un momento in cui i sogni elevati possono essere lanciati e radicati nella Terra, in cui possiamo decidere di piantare i semi delle nostre più alte aspirazioni e impegnarci a coltivarli, servendo noi stessi e il mondo. Questo periodo dell’anno è perfetto per la ricapitolazione, una delle principali pratiche sciamaniche di guarigione. Ricapitolazione significa passare in rassegna esperienzialmente la propria vita e liberare incoscienza e rancori intrappolati nel passato. Questi elementi dolorosi e inconsci sono riciclati costantemente nella nostra storia personale dalla memoria collettiva planetaria. Essi sono la causa di tutti i conflitti emozionali ricorrenti e di sentimenti innominabili. Sono quel che ci intrappola in una realtà separata, prosciugando l’energia vitale di cui abbiamo bisogno per accedere alla nostra vera natura ed elevarci di nuovo nei regni multidimensionali. Questi rancori continuano a fomentare un continuo stato di prigionia emozionale, finché non sono completamente identificati, elaborati e infine liberati nel flusso dell’universo. Ci sono molte tecniche che possono essere impiegate per la ricapitolazione, incluse pratiche consolidate e usate tradizionalmente durante questo periodo festivo. Alcune non mostrano necessariamente connotazioni sciamaniche evidenti, eppure sono molto potenti se praticate con integrità e intento. Durante questo periodo dell’anno molti di noi probabilmente riceveranno e invieranno tante cartoline e lettere di auguri. Io non sono un campione in questo tipo di corrispondenza, tuttavia mi fa piacere riceverla. Soprattutto, ciò che veramente gradisco ricevere a Natale è una lettera di auguri da me stesso. È una lettera solo per me, che non condivido con nessun altro in questo mondo. Tuttavia, sebbene il contenuto della lettera è segreto nel mondo ordinario, è pubblico in altri regni. Questa lettera è indirizzata solamente a me, come essere umano, e tuttavia è una lettera aperta nei regni multidimensionali e a Dio stesso. In questa lettera riconosco tutti i doni che ho ricevuto durante l’anno, raccontando gli episodi di gioia, bellezza, successo e amore, inclusi desideri, speranze e aspirazioni. Scrivo di persone e luoghi cui sono grato, lezioni che ho compreso, assicurandomi che alcune cose ovvie, che tendo a non considerare o a dare per scontate, siano anch’esse pienamente onorate. Nella lettera esprimo i miei intenti per il Nuovo Anno, e le cose belle che desidero sperimentare e creare per me stesso, per i miei cari e per il pianeta in genere. Nella lettera scrivo delle mie delusioni, paure, tristezze e altri rancori. Parlo di situazioni in cui mi sono sentito confuso, bloccato e incapace di andare avanti. Menziono il dolore, la miseria e quant’altro nella mia percezione è fonte di sofferenza per me e per il mondo. Chiedo guarigione, vera comprensione e il rilascio di tutto questo. Faccio del mio meglio per essere diretto e onesto, riconoscendo incidenti e momenti di tensioni con le persone, specialmente ciò che sembra ancora irrisolto. Includo anche un riferimento ad aree estreme d’oscurità, dolore e impotenza, che continuano ad affiorare nella mia vita. In questa lettera permetto ad ogni parte dentro di me di esprimersi, tutti i miei chakra dal primo all’ultimo, e gli aspetti della mia carta astrologica, non importa se buoni o cattivi, contraddittori o paradossali. In tutto quello che scrivo posso essere molto aperto perché so chi legge comprende davvero quello che voglio dire. È una lettera d’auguri da e per qualcuno che mi conosce molto bene. È una lettera indirizzata a me, e a Dio, che alla fine include tutto e tutti, il che significa che questa lettera mi risparmia il tempo di scrivere così tante cartoline di auguri e simili. Se lo desideri puoi anche tu scrivere una lettera simile a te stesso, che io considero la migliore lettera che può essere ricevuta a Natale. In questa parte dell’anno anche molti bambini scrivono lettere. Scrivono a Babbo Natale. Tradizionalmente in passato si usava mettere le lettere in fondo al camino, così che il tiraggio le può trasportare lungo la canna fumaria fino a Babbo Natale. Lo scopo di scrivere queste lettere è principalmente in apparenza quello di ricevere regali e giocattoli. Da bambino, non riesco a ricordare niente di più eccitante della Vigilia di Natale, quando nella mia casa Babbo Natale era solito distribuire i regali. La maggior parte dei bambini riceveva i regali la mattina di Natale, ma siccome i miei genitori avevano preso accordi speciali, potevo ricevere una consegna anticipata. Beh, alla fine ciò che conta è ricevere i regali, non importa se il mattino o la sera. In questo periodo festivo circolano molti regali, e poiché questo è un notiziario astrosciamanico il mio invito è di accogliere e gioire dei regali fisici, ma scoprire e afferrare anche i regali multidimensionali. Sono gli unici regali privi di data di scadenza, quelli che rimangono con noi indipendentemente da dove e quando andiamo.
Franco
Consulente sciamanico, membro della Facoltà della Findhorn Foundation e iniziatore dell'astrosciamanesimo. Il suo cammino di ricerca lo ha portato a confrontarsi con alcune tra le principali tradizioni religiose ed esoteriche del pianeta, e a operare attivamente presso varie comunità e maestri spirituali. In particolare gli insegnamenti di Osho, di cui fu stretto discepolo e addetto stampa, le tradizioni gnostiche e misteriche, lo sciamanesimo celtico e mediterraneo, i principi di Un Corso in Miracoli e della comunità di Findhorn hanno ispirato il suo percorso. Il suo lavoro si fonda sulla connessione con realtà multidimensionali per scopi di guarigione e trasformazione, il rilascio del senso di separazione e il recupero della nostra natura originaria fondata sull'unità e l'amore incondizionato. E’ autore di numerosi articoli, ricerche corsi e opere sull’argomento, tra cui i libri Iniziazione all’Astrosciamanesimo: la via astrologica alla Guida Interiore, Edizioni Mediterranee, 2000; Astroshamanism: A Journey Into the Inner Universe, Findhorn Press, 2003 e Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press, 2003. Dal 1996 guida l’Operative Training in Astroshamanism, un sistema triennale di insegnamento inteso a formare operatori sciamanici e frequentato da studenti di ogni continente. Ha inoltre prodotto numerose registrazioni di musica astrosciamanica, tra cui Astroshamanic Basic Ritual. Vive nel nord della Scozia, presso il Cluny Hill College, dove guida seminari di astrosciamanesimo, AstroshamanicHealing, trance dance, guarigione sciamanica e i programmi educativi della Findhorn Foundation. Offre seminari, corsi e consulenze individuali regolari in diversi paesi europeiPer contattare Franco Santoro: www.astroshamanism.org, www.facebook.com/Astroshamanism Franco Santoro, Findhorn Foundation, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scozia, Regno Unito, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
------------------------------------------------------------------------------------------------
Appunti di guarigione astrosciamanica (Astroshamanic Healing)
di FRANCO SANTORO
Astroshamanic healing è un’espressione che nella traduzione italiana corrisponde a guarigione astrosciamanica. Il termine healing, corrispettivo di guarigione, deriva dall’antico inglese hælan che significa rendere intero o unire. Quest’etimologia evidenzia il collegamento tra guarigione e unità, congiuntamente al nesso tra malattia e separazione. Il recupero della salute appare quindi in relazione col rilascio della percezione separata ed il ripristino della visione unitaria dell’esistenza.
La consapevolezza dell’unità è pure la caratteristica predominante dello sciamanesimo, così come dell’astrologia. Il presupposto di base di entrambi i metodi è che non esiste separazione: il mondo interiore ed esteriore, e tutto quello che percepisco come disgiunto da me, sono solo il riflesso della stessa totalità. Sebbene ciò sia indiscutibile, pure da un punto di vista scientifico, l’uomo si riduce a vivere nella convinzione dell’esistenza di una sua individualità autonoma e separata. L’investimento in questa credenza è talmente radicato, massiccio e inconsapevole, da dare forma concreta ad una precisa ed articolata allucinazione che si rivela in ogni aspetto della vita umana. La struttura di tale percezione illusoria è sovente definita con il termine ego. La principale caratteristica dell’ego è la sua identificazione con il corpo fisico inteso come entità separata.
In una lontana e imprecisata sfera del tempo accadde qualcosa che generò un trasferimento dalla coscienza dell’unità all’illusione della separazione. Secondo la tradizione orfica, ciò occorse allorché l’uovo cosmico, rappresentativo dell’unità, si ruppe in due parti che diventarono il modello di tutte le polarità. L’impulso immediato che derivò da questa separazione fu il desiderio di riunione con l’altra parte. A tale scopo, Eros uscì dal guscio e nacque l’amore. La percezione delle dualità, maschile e femminile, spirito e materia, bene e male è il prodotto del processo di separazione stesso.
Astrologia e sciamanesimo
L’astrologia, nella sua forma più pura e incontaminata, costituisce uno strumento inteso a recuperare la consapevolezza dell’unità. A questo scopo, partendo dalla percezione separata dell’esistenza, essa opera tra gli esseri umani al fine di risvegliare la realtà dell’unità. In altre parole, poiché sono bloccato nella visione del mondo frutto della credenza nella separazione, l’astrologia parte da questa stessa percezione distorta per condurmi oltre. L’astrologia, così come altri strumenti di trasformazione, per rivelare agli esseri umani l’unità dell’universo, impiega il primo linguaggio che l’uomo è in grado di comprendere: quello dualistico della separazione. L’astrologia cui mi riferisco è un’astrologia esperienziale, ove il simbolismo dello zodiaco si traduce in esperienze vive e concrete. Questo tipo di astrologia costituisce la via di ritorno alle origini primordiali del linguaggio astrologico, inteso come strumento sciamanico di dialogo e comunione con le forze dell’universo.
L’astrologia è con certezza la più remota forma di linguaggio simbolico, mentre lo sciamanesimo è il più remoto e diffuso sistema metodologico di guarigione. Il termine sciamanesimo è una convenzione accademica creata dagli antropologi, ed in seguito adottata dalla cultura ufficiale, per identificare pratiche di guarigione assai diffuse e antiche, che un tempo erano riconosciute con altri nomi. La parola sciamano deriva da saman, la traslitterazione russa di un termine usato dalle tribù tunguse in Siberia che significa uno che vede nel buio. Uno sciamano è un essere umano che, per sua scelta, è in grado di entrare in uno stato alterato di coscienza per relazionarsi con realtà normalmente estranee agli esseri umani ordinari, e utilizzare tale connessione per acquisire saggezza, estasi, potere o per scopi di guarigione. Egli ha accesso a territori sconosciuti, e allo stesso tempo anticamente familiari, che offrono conoscenze profonde sul significato della vita e del ruolo di ciascun individuo nella globalità dell’esistenza. Il tratto distintivo degli sciamani è rappresentato da una percezione chiara ed esperienziale di questa totalità, che consente di apportare guarigioni nella vita di coloro che ne sono privi.
Guarigione astrosciamanica
La guarigione astrosciamanica non si occupa di malanni in senso convenzionale. Secondo questa prospettiva, in ogni circostanza in cui mi percepisco come entità separata, sono in uno stato di malattia non importa quanto appaia sano. Al contrario una malattia, anche assai estrema, può diventare un sintomo di notevole guarigione se contribuisce al recupero del senso di unità. Sovente nel lavoro sciamanico le cose si capovolgono poiché l’attenzione è rivolta verso ciò che esula dalla consapevolezza ordinaria.
Il termine astroshamanic healing ravvisa un insieme di pratiche il cui fine è risvegliare la coscienza operativa dell’identità spirituale o multi-dimensionale, ossia quella che possiede una visione unitaria. L’esperienza sciamanica dimostra che sussistono molteplici identità, universi e dimensioni. La caratteristica della realtà ordinaria è il riconoscimento di ciascun individuo secondo una data forma fisica collocata nella limitazione contestuale di una determinata frequenza. La percezione e l’individuazione esclusiva di tale frequenza e identità fisica costituiscono la credenza umana dominante. Attraverso l’esperienza sciamanica mi è possibile esplorare altre frequenze e avvedermi che il corpo fisico, con il quale nella realtà ordinaria definisco la mia identità, è semplicemente uno tra i tanti corpi possibili. Essendo la percezione ordinaria dell’identità umana limitata al solo corpo fisico, ecco che sopraggiunge un fraintendimento letale che rappresenta, secondo l’ottica di guarigione astrosciamanica, la causa principale dei dolori che affliggono gli esseri umani. Si tratta di confondere la percezione ordinaria del corpo fisico con l’identità del suo apparente possessore. Ciò equivale a confondere l’abito con l’indossatore, il contenitore con il contenuto.
Contenitore e contenuto
Prendiamo ad esempio la bottiglia di acqua minerale qui accanto sul mio tavolo. Questa bottiglia, sebbene una volta accoglieva la marca di acqua indicata nell’etichetta, ora è usata per contenere l’acqua filtrata del rubinetto. La bottiglia potrebbe anche contenere altri tipi di liquidi, come per esempio gazzosa, grappa, vodka, alcool, acqua ragia. Questi liquidi hanno colori molto simili all’acqua. L’aspetto può indubbiamente trarre in inganno gli organi visivi ordinari. Se impiego altri sensi come l’olfatto o il gusto, ecco che sono in grado di riconoscere che si tratta di grappa e non di acqua. L’attenzione del lavoro sciamanico dona risalto in primo luogo al contenuto. Questo non significa che il contenitore è privo di importanza. Esso svolge al contrario un ruolo fondamentale poiché consente al contenuto di essere per l’appunto contenuto. Tuttavia il contenitore e il contenuto sono due cose distinte. Lo sciamanesimo privilegia l’esperienza rispetto all’apparenza. L’apparenza cambia secondo il sistema di credenza in atto. Se la credenza in questione implica la negazione di altre dimensioni, la percezione che ne deriva si adegua di conseguenza. Quando il pensiero dominante si fonda sulla separazione, ecco che quello che vedo mi appare separato. Il lavoro astrosciamanico si riferisce ad una visione basata sull’unità. Ne deriva che tende a dare risalto alla comunione esistente tra le forme che il precedente modello di credenza percepisce come separate.
Gli spazi vuoti
Una delle esperienze tipiche della guarigione astrosciamanica riguarda la consapevolezza degli spazi che solitamente sono percepiti come vuoti, ossia le aree invisibili prive di apparente contenuto o significato. La percezione ordinaria del vuoto è frutto della credenza nella separazione. Il nulla è uno degli elementi base del lavoro. Allo stesso tempo per comprendere il vuoto, e tutto quello che è invisibile agli occhi umani ordinari, occorre riconoscere ciò che è normalmente pieno o visibile. Prima di procedere verso dimensioni sconosciute è essenziale prendere atto di ciò che appare consueto. Dapprima onoro la percezione ordinaria, per poi aprirmi a fenomeni meno noti, quali il vuoto. Il vuoto, ben lungi dall’essere un’astrazione, è l’elemento centrale della materia. La percezione ordinaria delle entità fisiche è un fatto interamente illusorio. La cosa sorprendente riguardo al corpo umano è che esso non esiste, nemmeno per un singolo istante, nel modo in cui appare alla percezione visiva consueta. In vero, non c’è proprio nulla di solido o denso nel corpo. Esso è un’aggregazione di energia viaggiante ad una velocità tale che la mente ordinaria è incapace di riconoscere. Questo dona la percezione illusoria che il corpo è una forma statica. La scienza ufficiale conviene che il 99 per cento del corpo fisico è composto di spazi vuoti. Li percepisco pieni come conseguenza dell’allineamento alla frequenza su cui si fonda il mio sistema di credenza. La specificità della guarigione astrosciamanica è che, ben lungi dal negarla, essa privilegia e si avvale direttamente della percezione ordinaria del corpo.
Il fine è di usare il corpo come uno strumento operativo atto a risvegliare la consapevolezza di ciò che è ordinariamente percepito vuoto. Uno dei termini che impiego per definire il vuoto è Bhi Jinah. Si tratta di un riferimento strategico per identificare gli spazi vuoti esistenti tra le forme separate, percepibili alla visione umana ordinaria. Sono entità che occupano spazi definiti con termini quali nulla, vuoto o niente. Uno dei loro scopi consiste nell’attirare l’attenzione verso la pienezza di tale nullità, e nel rendere gli esseri umani coscienti della connessione e dell’unità che esiste tra ogni cosa. I Bhi Jinah rappresentano una sorta di colla spirituale intesa a unire pezzi frammentati. Sono gli elementi di collegamento della rete vitale, il ritorno all’oceano primordiale che tiene insieme tutto ciò che esiste. Se mi guardo attorno, osservo che la maggior parte degli spazi che occupano il mio campo visivo sembrano vuoti e non occupati da forme fisicamente percepibili. In verità, da una prospettiva sia spirituale che scientifica, nulla è realmente vuoto o privo di significato. La mente convenzionale accetta di vedere solo ciò che supporta la sua concezione del mondo, e rifiuta di riconoscere quello che non rientra in tale idea. Questo è il motivo per cui i Bhi Jinah non sono chiaramente visibili. La loro percezione frantumerebbe l’intera fondazione di separazione su cui si basano le credenze umane.
La realtà fisica
Secondo la visione astrosciamanica la realtà fisica, così com’è percepita ordinariamente, è il risultato di qualcosa che esiste altrove. E’ come uno schermo ove si riflettono le immagini provenienti dal proiettore. Se intendo operare dei cambiamenti nella pellicola non serve a nulla agire sullo schermo. Seppure lo schermo sembri essere il film, l’effettivo materiale riflesso sullo schermo è situato altrove. Solo accedendo alla cabina di proiezione posso avvedermi di quello che accade ed intervenire potenzialmente sull’andamento del film. L’opera sciamanica si occupa della cabina di proiezione, dell’operatore relativo, della pellicola stessa e in ultima analisi dei suoi attori, del regista e del produttore, oltre che gli spettatori finali. Il lavoro consiste nel creare un ponte tra diverse dimensioni. Non vuol dire defilarsi da una dimensione ed evadere in un’altra. L’obiettivo è creare dialogo tra varie realtà. Nella realtà ordinaria si è generata una frattura con altre dimensioni, ed è per questo che mi trovo a vivere in una dimensione separata. La realtà che condivido con chi legge questo testo è solo una tra le tante possibili. In vero, non è necessario credere a quanto ho detto. Ne parlo poiché ciò fa parte della mia esperienza, come pure del mio lavoro. Non occorre un atto di fede. E’ necessaria solo la disponibilità a vivere delle esperienze e verificare di prima mano come stanno le cose.
Il linguaggio
La principale causa della sofferenza umana risiede nell’incapacità di comunicare in modo corretto. I problemi di relazione derivano da incomprensioni linguistiche. A questo punto è necessario rilassarsi poiché è assai arduo esprimersi con proprietà mediante le lingue convenzionali. I linguaggi moderni si fondano sulla contraffazione. Essi sono nati dalla necessità di occultare o manipolare qualcosa. In altre dimensioni la comunicazione procede in modo immediato e trasparente. Semplicemente mi apro e come un cristallo propago ciò che ho dentro. Senza alcuno sforzo ognuno può capire quali sono le mie intenzioni. Questa è una capacità di cui sono ancora dotato. Essa spaventa poiché, se desidero nascondere qualcosa agli altri, non è proprio ideale essere trasparenti come un cristallo. Allora decido di occultare alcune parti di me e renderle opache. Inizio a rimuovere la trasparenza. Mediante le parole posso comunicare qualcosa che è assai diverso da quello che mi accade dentro. Poiché l’attenzione è tutta rivolta al linguaggio esterno, nessuno s’interessa allo spazio interiore. Il linguaggio è il risultato di un’operazione di occultamento. C’è qualcosa teme di essere rivelato. Se mi apro questo qualcosa può essere visto. Il pericolo è che gli altri possano scoprire ciò che ho occultato. Il fatto singolare è che tutti celano la stessa cosa e, nel frattempo, temono di esporla perché, come conseguenza della separazione, credono di essere gli unici ad averla dentro. Ciò mi confronta con il primo passo decisivo nel processo di guarigione: l’allacciamento della storia personale a quella collettiva. Si tratta anzitutto di sanare la ferita che mi separa dal resto del genere umano, di rendermi conto che non sono solo, che ogni gioia o tragedia della mia vita fa parte di una storia che condivido con l’intero pianeta. Tale consapevolezza mi permette di guarire arcane lacerazioni, di riconoscere gli altri come fratelli e sorelle, di unirmi in profondità, recuperando l’intima comunanza necessaria per procedere insieme e svelare con audacia i misteri invisibili dell’esistenza.
“La luce e le tenebre, la vita e la morte, ciò che è a destra e ciò che è a sinistra, sono fratelli tra loro: non è possibile separarli. Per questo motivo né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Perciò ciascuna cosa sarà distinta secondo l’origine del suo essere. Ma quelli che sono innalzati sopra il mondo sono indissolubili ed eterni.”[1]
Note biobibliografiche
FRANCO SANTORO: Iniziatore dell’astrosciamanesimo, consulente sciamanico, astrologo esperienziale, direttore del Sacred Cone Circle e membro della Facoltà della Findhorn Foundation. Il suo cammino di ricerca lo ha portato a confrontarsi con alcune tra le principali tradizioni religiose ed esoteriche del pianeta, e a operare attivamente presso varie comunità e ordini spirituali. Il suo lavoro si fonda sulla connessione con realtà multidimensionali per scopi di guarigione e trasformazione, il recupero delle tradizioni sciamaniche e misteriche occidentali e mediterranee, il rapporto con gli spiriti guida. E’ autore di numerosi articoli, ricerche e opere sull’argomento, tra cui Iniziazione all’Astrosciamanesimo: la via astrologica alla Guida Interiore, Ed. Mediterranee; Astroshamanism: A Journey Into the Inner Universe, Findhorn Press e Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac, Findhorn Press. Dal 1996 guida l’Operative Training in Astroshamanism, un sistema triennale di insegnamento inteso a formare operatori sciamanici e frequentato da studenti di ogni continente. Vive nel nord della Scozia, presso il Cluny Hill College, dove guida diversi programmi educativi della Findhorn Foundation. Offre seminari, corsi e consulenze in varie parti del mondo.
Per contattare Franco Santoro: www.astroshamanism.org, www.facebook.com/Astroshamanism Franco Santoro, Findhorn Foundation, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scozia, Regno Unito, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. [1] Il Vangelo secondo Filippo, in Bentley Layton, The Gnostic Scriptures, p. 330. |
L'approfondimento di Franco Santoro



