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Un trattamento Reiki è semplice, naturale, rilassante e, per sua natura, può portare solo il  bene e può guarire una grande quantità di disturbi fisici o psicologici.

In un ambiente tranquillo, con una musica di sottofondo che scandisca dolcemente il tempo, si può scegliere se stare seduti o sdraiati, se tenere gli occhi chiusi o aperti, se parlare o tacere, anche se nel corso del trattamento il corpo spontaneamente assume quella postura che favorisce il relax e il raccoglimento.

La persona che chiede il trattamento è invitata ad esprimere un intento, che viene discusso serenamente con il terapeuta. L'intento, infatti, deve allinearsi con il percorso personale,  non può essere in alcun modo finalizzato al benessere o alla soluzione dei problemi degli altri, ma deve riguardare unicamente se stessi  in ambito fisico e spirituale.

Definito l'intento in modo chiaro e coerente, si è pronti per iniziare: l’operatore  si “centra", cioè si connette con se stesso e con l’energia dell’universo (Non io ma Tu per me),  e formula a sua volta l’intenzione che il Reiki scorra per il massimo benessere di tutti.

Il trattamento è preceduto dal “Byosen scanning”: la mano dell’operatore esamina lentamente, a circa 10 cm di distanza, quindi senza neppure sfiorarlo, il corpo a partire dal chakra della corona fino alla pianta dei piedi (se la persona è sdraiata).

Frank Arjava Petter ha indicato cinque livelli di Byosen (trad: accumulazione di malessere) percepite dalle mani dell’operatore:

  1. Lieve calore.
  2. Forte calore.
  3. Pizzicore, avvertito come piccole punture o vibrazioni, come una sensazione di “mani addormentate”.
  4. Freddo. Pulsazione forte o debole, lenta o veloce.
  5. Dolore sulle mani che si irradia fino alle spalle.

 

La tecnica Byosen, che non deve essere confusa con l’abilità psichica o l’intuizione, è basata solo su una oggettiva capacità di percezione e si sviluppa in breve tempo con la pratica.

Qual è la possibile origine di questa percezione?

L’intero corpo umano è attraversato da correnti elettriche che sono presenti nel sistema nervoso, negli organi e nelle cellule del corpo. Quando una corrente elettrica scorre attraverso un conduttore, si produce un campo elettromagnetico che riflette la corrente che lo ha creato. I campi intorno a ciascun organo pulsano a differenti frequenze quando questi organi sono sani, ma  si affievoliscono quando gli organi sono malati. Quando un operatore pone le sue mani accanto a una persona che ha bisogno di guarire, avverte le qualità del  campo magnetico e lo riporta alla sua originaria frequenza energetica, mentre le mani di altre persone non producono alcun cambiamento.

Dopo lo scanning Byosen l’operatore si focalizza sui simboli del sistema Reiki che intende utilizzare. Il Primo Usui in genere apre il trattamento, richiama immediatamente il flusso di energia, purifica l’ambiente e le persone.

Il Secondo agisce sulla sfera emozionale, sblocca le somatizzazioni e porta alla luce traumi e vecchi rancori.

E’ possibile unire il metodo Usui con il Karuna Reiki, usando gli altri simboli gradatamente, nel corso di varie sedute perché, come abbiamo spiegato altrove, le energie di guarigione del Karuna sono particolarmente potenti.

Dopo un trattamente generale, si insiste su quelle parti del corpo in cui, durante il Byosen, si sono rilevati livelli più alti (da 3 a 5) di “sick accumulation”

 

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Il trattamento dura meno di un’ora e in genere la persona trattata farebbe bene a rimanere per un po’ di tempo seduta o sdraiata nella massima tranquillità, sorseggiando acqua o tisane.

Solo successivamente l’operatore ascolterà le impressioni suscitate dal trattamento Reiki ed esporrà, se lo riterrà opportuno, le proprie intuizioni, invitando la persona trattata ad una attenta revisione della propria vita, a individuare e rilasciare blocchi di rabbia e di non perdono e a rendersi disponibile per un cambiamente interiore.

Senza questa disposizione a cambiare, i risultati di un ciclo di trattamenti potrebbero essere non duraturi ma solo momentanei.